Analisi dei percorsi

A cura di Filippo Mattoli

Percorso corto

Corto2015

Il percorso corto della Straducale é breve ma “intenso”, paesaggisticamente valido e impegnativo per chi vuole fare classifica.

I primi 10 km fino all’inizio della discesa dei Gualdi sono costellati da brevi rampette, curve, semicurve e almeno due tornanti. Insomma una partenza molto tecnica e impegnativa, i più bravi sapranno risalire il gruppo nei punti giusti per poter affrontare la discesa verso Urbania (non difficile, ma di sicuro si dovrà pedalare anche lì) in piena sicurezza (o quasi).

Una volta arrivati alla base dei Gualdi, si affronterà la prima delle numerose novità della Straducale 2015: la salita del Peglio.

Mentre nelle edizioni precedenti non esisteva un vero e proprio “spartiacque” che rompesse il gruppo in maniera decisa, quest’anno c’è eccome. Il Peglio lo hanno giá conosciuto i granfondisti che si sono cimentati nel percorso lungo 2014 e nella edizione del 2010: 2,5 km all’8% medio. É una salita breve ma che di sicuro farà selezione: gli scalatori la potranno sfruttare per risalire posizioni oppure proprio per attaccare e portare via un gruppetto; mentre chi in salita deve difendere dovrà scegliere se stringere i denti e cercare di stare con i migliori, oppure se salire del proprio passo (scelta consigliata). I dati sono ingannevoli: i primi 2km hanno pendenze che si assestano intorno al 9-10% con punte anche all’11 fino all’arrivo in paese, a quel punto la strada spiana per qualche centinaio di metri e riprende a salire intorno a pendenze del 5-6% fino allo scollinamento.

Discesa pedalabile fatta di rettilinei dove il ciclocomputer segnerà velocità elevate.

Una volta terminata la discesa, si tornerà sul percorso classico degli anni precedenti con le asperità dei Fangacci, del Monte Cagnero (o Cime di Piobbico) e dei Gualdi, affrontati precedentemente in discesa.

La cosa che cambia in questo percorso è appunto dovuta all’inserimento del Peglio praticamente a meno di 15 km dal via: la selezione di sicuro permetterà la creazione di gruppetti omogenei che potranno andare col loro passo almeno fin sulle Cime di Piobbico. Per contro, i passisti dovranno difendersi fin da subito e risparmiare la gamba fino a Piobbico.

 

Percorso medio

Medio2015

Il percorso medio quest’anno diventa molto più veloce e abbordabile rispetto agli anni scorsi: oltre al Peglio, la grande novità è la sostituzione della salita del Nerone con quella di Serravalle di Carda,  più breve e pedalabile.

Il bivio del percorso medio e lungo è sempre situato ai piedi della salita di Rocca Leonella, 2,3 km al 10% medio. Chi vorrà affrontare questo percorso dovrà necessariamente risparmiare gas sia sul Peglio che su Rocca Leonella, le pendenze arcigne di queste due salite possono rimanere nelle gambe sulla salita di Serravalle o lungo il rientro a Urbino.

Una volta raggiunta la località di Pianello, non si girerà a destra per il Monte Nerone, ma si proseguirà dritti: da lì inizia la salita di Serravalle.

Questa asperità può essere divisa in due parti: la prima, che conduce fino a Massa di Cagli, è uno strappo di 2 km al 5%; una leggera discesa di circa un chilometro conduce alla seconda parte (4km al 6%) dove sono presenti alcuni tornanti prima del tratto finale. É una salita che si può approcciare in diverse maniere: un gruppetto di 3-4 che attaccasse sul primo tratto potrebbe svalicare con del vantaggio se dietro non ci fosse collaborazione. Va tenuto presente infatti che oltre alla pendenza (che è abbordabile e richiede quindi una forte velocità per fare selezione), anche la discesa è molto veloce e pedalabile, quindi se si è anche in pochi si potrebbe fare selezione.

Dopo la discesa veloce fino a Piobbico, il percorso ritorna sul tracciato classico con le Cime di Piobbico, i Gualdi e il tratto delle Capute fino all’arrivo a Urbino.

É un percorso molto bello, sia paesaggisticamente che ciclisticamente: sia scalatori che passisti si possono divertire molto.

 

Percorso lungo

Lungo2015

Non poteva mancare nel lungo 2015 almeno uno dei classici monti del territorio: in questo caso il comitato organizzatore ha optato per il classico e celeberrimo Monte Nerone da Pianello.
Ciò che cambia è l’approccio a tale salita: infatti, mentre il percorso medio svolterà a destra alla fine della discesa di Rocca Leonella, il lungo volterà a sinistra per entrare a Cagli.
Da Cagli a Palcano è un falsopiano di circa 7-8 km, un punto utile dove poter recuperare e alimentarsi prima dell’ascesa verso Moria (3,6km al 6,7% con punte massime all’8-10%). Anche questa, come Serravalle, è una salita con poche difficoltà, ma dato che è posta subito prima del Nerone, è bene evitare di strafare per non entrare in crisi nei chilometri successivi.
La strada che da Moria conduce a Pianello è stretta e insidiosa: un motivo in più per evitare di spingere troppo, in questo tratto (come anche nella discesa di Rocca Leonella) la prudenza deve essere massima.
Raggiunta la località di Palcano, con circa 90km e 1500 metri nelle gambe, avremo dinnanzi a noi il Monte Nerone: 13.2 km con un dislivello di 1009m e una pendenza media del 7.7%. E’ una salita molto regolare(e questo da un certo punto di vista è un vantaggio) ma anche molto esposta al sole e al vento. Quindi a seconda del tempo meteorologico che ci sarà il giorno della Straducale, bisogna essere preparati a pedalare in condizioni particolari: se ,come nel 2012, ci dovesse essere un caldo torrido, è consigliabile fermarsi nei rifornimenti che saranno posti all’inizio, due nel tratto centrale e poi il ristoro completo in cima. Non preoccupatevi del tempo perso perché 13 km sono tantissimi, un minuto speso per rinfrescarsi non è un minuto perso. Il primo chilometro di salita è molto pedalabile (circa 3-4% la pendenza media), ma dopo una breve discesa (massimo massimo 100 metri) la salita ha inizio : da qui fino in cima le pendenze saranno sempre costanti (8-8.5%), ma (come detto all’inizio) bisognerà guardarsi dalla fatica, dal sole (l’ultimo albero è a circa al 5° chilometro e non ce ne saranno più fino ai meno 2) e dal vento(c’è sempre, e anche se fosse debole non sarebbe da sottovalutare). Al termine del tratto centrale, si passerà di fronte al cippo commemorativo dell’incidente aereo avvenuto il 27 Aprile 1950, dove perse la vita l’aviere triestino Vincenzo Dequal, che indicherà gli ultimi 500 metri di salita. Lo scollinamento è posto davanti al monumento al Giro D’Italia del centenario, da lì una breve discesa e un breve tratto di salita al 5%, dividono dalla discesa verso Serravalle(prestate prudenza ai primi chilometri di discesa).
Da Serravalle si rientra sul percorso medio, e quindi una volta raggiunta la localitá di Piobbico, si tornerá ad affrontare le Cime di Piobbico, i Gualdi e le Capute.
É un percorso forse meno impegnativo rispetto ai suoi predecessori, diciamo molto meno individuale: almeno fino alle pendici del Nerone, si puó sfruttare la numerositá del gruppo per poter risparmiare energie preziose o per sferrare attacchi su Serravalle e/o Palcano.
Per quanto riguarda i rapporti da utilizzare, chi intenderá affrontare il medio senza ambizioni di classifica, potrá optare per un 36×27 o meglio ancora per una compatta con 24/25 posteriore.
Ai ciclisti che invece vorranno cimentarsi nel percorso lungo, indipendentemente dal grado di allenamento, é consigliabile sempre una compatta con almeno un 25 (in questo modo si avrebbe piú capacitá di scalata sul Nerone).

3 thoughts on “Analisi dei percorsi

  1. Vorrei segnalarvi una piccola inesattezza: la salita del Nerone inizia da Pianello e non da Palcano.
    Inoltre vi suggerirei di fare il cambio del percorso dal medio al lungo dentro il paese di Pianello (centro Pianello) in quanto un luogo molto suggestivo e dotato di una bella fontana per il ristoro.



    1. Grazie Devis per condividere con noi il tuo pensiero. Anche quest’anno il Comitato ripenserà a molti dettagli del regolamento e dei percorsi per offrire ai partecipanti una grande giornata in sport in piena sicurezza. Il tema dell’ arrivo è all’ ordine del giorno.


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