Granfondo

La “Straducale” è una gran classica legata al nostro territorio, è ormai da anni inserita all’interno del circuito “Marche Marathon” e “UNESCO Cycling Tour” e rappresenta un appuntamento attesissimo da molti ciclo amatori della nostra Regione e non solo.

La prima edizione della granfondo risale al 2000, sin da subito la gara si è caratterizzata per due aspetti essenziali, che sono rimasti pressoché inalterati nel tempo: la bellezza del territorio attraversato e la difficoltà del percorso dal punto di vista altimetrico.

Gli iscritti alla Straducale sanno che pedaleranno immersi in paesaggi stupendi su cui sudare e faticare; la gara è sempre stata caratterizzata da almeno una scalata, ma in alcune edizioni si è offerta anche la possibilità di scegliere il percorso durissimo che prevedeva più monti e cime da svalicare.

La “Straducale” è nei fatti una vetrina dalla quale è possibile ammirare il territorio dell’entroterra, ad oggi è l’unico evento che coinvolge le aree aderenti alle tre comunità montane nelle quali era ripartito il territorio collinare dell’entroterra nonché che riguarda e pubblicizza il Montefeltro.

La Straducale è sport, benessere, salute, ciclismo, competizione, ma è anche promozione del territorio, elemento unificante dell’entroterra della Provincia di Pesaro ed Urbino, è paesaggio, è UNESCO…

Trovare al mondo una gara ciclistica con partenza più suggestiva è praticamente impossibile, qui si inizia a pedalare da sotto i magnifici torricini del palazzo Ducale di Urbino e lì si ritorna per presentarsi all’arrivo stanchi e soddisfatti.

Si parte quindi da Urbino, giungeremo nella città delle maioliche, Urbania, da lì la roccaforte dei Brancaleoni, Piobbico, poi due scalate stupende, meno lunghe del famoso monte Nerone, più abbordabili, ma con paesaggi insuperabili, nell’ordine: la salita di Rocca Leonella e quella di Moria e Palcano, giungeremo quindi ai piedi del monte Catria, che circuiremo a mezza costa su diversi saliscendi attraversando il magico luogo dell’Eremo di Fonte Avellana, luogo di grandissimo silenzio e pace che fu cantato da Dante nel ‘300, poi attraverseremo i comuni di Frontone, dalla rocca inconfondibile, Cagli, Acqualagna e di lì rientreremo a Urbino.